Lascia perdere, con questo cane non vale la pena lavorare!

witch_pup_little1Questa fu la frase con cui, quasi dieci anni or sono, un famosissimo personaggio della cinofilia, esordì indicando una mia giovane labrador durante una sessione di addestramento. All’epoca era ancora piccola, con tanta grinta e voglia di fare, ma ancora non sapeva neanche lei bene cosa e come farlo!! Io ero ancora inesperto perché era da circa un anno che mi affacciavo al complesso mondo del lavoro di riporto per Retrievers e avevo con me solo l’esperienza sviluppata nel soccorso in mare… quindi chi ero io di fronte a costui, pluripremiato campione in questa disciplina?…Il nulla!

witch_pup_little2Mi sentii dire che il mio cane non era adatto, perché derivava da una linea da show ed aveva dei difetti, pertanto nelle gare di lavoro non sarebbe stata competitiva, non valeva la pena lavorarci e bla..bla..bla..

Quel verdetto mi diede l’opportunità di riflettere profondamente e di forgiare ulteriormente il mio pensiero su quelli che sarebbero stati i miei ideali di lavoro.

La mia cucciolotta era piena di entusiasmo ed energia, quindi quello sarebbe stato il mio punto di partenza! Non si prestava però al lavoro rigido e schematico che avrebbe potuto reggere un soggetto della sua stessa età, proveniente da una linea da lavoro “top di gamma”. Quindi era da scartare ?! Per quanto mi guardassi attorno c’erano grandi campioni di questa disciplina, tutti con la stessa visione delle cose. Quindi evidentemente ero io quello sbagliato? Quindi mi sarei dovuto allineare alla massa di quel mondo? Assolutamente NO!

L’agonismo e le competizioni sono solo un esiguo aspetto della realtà ma purtroppo tendono ad orientare la massa in maniera distorta su quelle che sono le reali priorità e la vera essenza del lavoro con il cane. Ma di questo scriverò un’altra volta.

Ogni soggetto è un essere unico, irripetibile con le sue attitudini e con il suo potenziale

Da quel giorno il mio obbiettivo principale è sempre stato quello di tirare fuori il massimo potenziale da ogni soggetto con cui mi trovo a lavorare. Lo sanno bene i miei allievi, perché questo è uno dei pilastri fondamentali del mio approccio.  Sta poi a noi saper trovare la chiave giusta e non farci influenzare dalla massa che ci circonda, e che non capisce perché tu stai percorrendo un’altra strada rispetto alla loro.

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Lavorare con il nostro cane deve produrre sensazioni positive sia in noi che in lui, questo deve essere l’obbiettivo principale! Gareggiare, vincere e diventare campioni sono solo un minuscolo aspetto del vivere il cane che viene sin troppo osteggiato, facendo perdere di vista l’essenza reale delle cose.

Studia, sperimenta e non usare mai stupide forzature indotte dal sistema, tutto questo ti porterà lontano!

La mia streghetta ci è arrivata! Buon lavoro!!

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