IL MIO CANE INDOSSA IL COLLARE…E’ DAVVERO IN PERICOLO?

La tendenza abbastanza comune negli ultimi anni è quella di operare attraverso una campagna distorta di comunicazione verso la massa, a sfavore del collare ed a favore delle pettorine.

Una buona gestione del cane al guinzaglio dipende dalle competenze del binomio.

Detto questo, anche ieri è uscito un articolo di giornale sul quotidiano La Nazione, dal titolo: “Amici animali. Il collare a volte è un pericolo”, ( https://www.lanazione.it/firenze/cronaca/amici-animali-collare-1.5147692 ) dove al suo interno c’è una disamina soggettiva e non realmente oggettiva, che distorce lo studio stesso (https://veterinaryrecord.bmj.com/content/early/2020/04/17/vr.105681 ) che sta alla base dell’articolo scritto.

Lo studio è molto chiaro e parla delle “potenzialità” di eventuali problematiche che si “potrebbero” causare in determinate condizioni di trazione da parte del cane o del suo proprietario.

Parlare di CANE è sempre un pò limitativo…Quale?

Lo studio è stato fatto utilizzando un “simulacro di collo finto” di cane (di quale razza considerando che ne esistono più di 400 in tutto il mondo: Chihuahua o Tibetan Mastiff?) e mediante sensori sono state registrate le componenti di forza applicate sul simulacro di collo finto, utilizzando 7 tipi di collari e 1 collare scorrevole.

Conclusion: Variation in the pressures exerted on the neck may have implications on comfort and the potential to cause injury. No single collar tested provided a pressure considered low enough to mitigate the risk of injury when pulling on the lead.

“ La variazione delle pressioni esercitate sul collo potrebbe avere delle implicazioni sul confort e sul potenziale di causare danni. Nessuno dei collari testati fornisce una pressione considerata sufficientemente bassa da ridurre il rischio di danni quando si esercita una trazione al guinzaglio. “

Tibetan Mastiff

Anche anni addietro venne pubblicato un altro studio (https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S155878781300004X ) che venne usato da alcuni per innalzare il collare a strumento del demonio; sta di fatto che leggendolo a fondo era evidente che il collare di per se non aveva colpe, poiché era riportato che l’istruttore, un criminale, aveva impiccato il cane sollevandolo da terra portandolo all’asfissia!

Il collare è sempre sulla scena del “delitto” e non avendo un buon avvocato lo inchiodano sempre poveretto, per un reato non commesso da lui!

Tutti gli strumenti (collari e pettorine incluse) hanno il potenziale di produrre danni o benefici a seconda delle competenze dell’utilizzatore.

La punta di uno spillo ha il potenziale di aiutarvi nella rimozione di una spina da un dito, ma ha anche il potenziale di rendervi ciechi se qualcuno ve lo ficca in un occhio!

Il compito di noi istruttori cinofili è quello di consigliare lo strumento più idoneo, a seconda del cane e del proprietario che abbiamo di fronte ed accompagnarli nello sviluppo delle competenze necessarie nell’utilizzo dello strumento stesso, in maniera tale che il binomio possa trarne dei vantaggi in termini di benessere, gestione efficace e sicurezza.

La tendenza che molti cavalcano è quella di cercare un colpevole al di fuori di Se, per deresponsabilizzare la propria condotta, il proprio impegno, il proprio comportamento ed aver così la coscienza pulita.

Troppo facile!

La fuori è pieno di persone che vi sorridono di fronte e usano “l’amore verso il cane” unicamente come strumento di marketing.

Usate la vostra intelligenza, aprite gli occhi e ragionate con la vostra testa, i fatti sono molto chiari!

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