Collari elettronici, la saga continua..forse urge un Patentino?

remote-dog-training-collars_200x200Come è noto in questo paese a far la giurisprudenza ci pensano le sentenze, perché pare che il legislatore non sappia mai che pesci pigliare.

E’ notizia di qualche giorno fa che il Tribunale di Parma ha assolto con formula piena la proprietaria del cane sul quale era stato trovato un collare elettrico dall’accusa di maltrattamento di animali (art.544 ter e 727 cp).

A questo link trovate il resto dell’articolo: http://www.armietiro.it/il-tribunale-di-parma-assolve-con-formula-piena-8780

Il 29 novembre scorso venne depositata in cassazione la sentenza n.50491/2016 che sancì che il proprietario che fa indossare al suo cane un collare elettronico munito di elettrodi per somministrare scariche elettrostatiche, commette reato di maltrattamento…QUINDI????

Ok, io francamente non ci capisco proprio più nulla, l’unica cosa che so è che questi strumenti in questo paese vengono quotidianamente pubblicizzati venduti ed utilizzati da tanti, muovendo un mercato economicamente fiorente, in barba ad una o all’altra sentenza, al punto tale che in alcuni settori cinofili agonistici e chi mi legge ed è un minimo scafato sa a cosa mi riferisco, sono la norma nella preparazione dei cani.

Nella mia carriera professionale ho incontrato diverse persone disposte a spendere diverse centinaia di euro nell’acquisto di questi strumenti, e molti di questi assolutamente avversi ad investire anche solo un un decimo della cifra spesa nel collare, nell’addestramento del loro cane assieme ad un professionista competente.

dog punishedOgnuno fa le proprie scelte in accordo con la propria coscienza, e molti mi diranno che cosa vuoi che sia una piccola stimolazione elettrica “modello elettrostimolatore”, rispetto a picchiare, soffocare i cani o fargli fare l’aereoplanino (roteare il cane che vola tenuto per il guinzaglio attorno al conduttore, orribile vero? sappiate che c’è chi la usa come “correzione”), e molto altro?

Credo che in merito a questo dovremmo essere interpellati dal legislatore noi professionisti,insieme a chi si occupa di salute animale, con studi, ricerche e dati alla mano e perché no farne anche di nuovi ed attendibili, senza fare le solite ed inutili barricate modello tifoserie calcistiche Pro vs Contro, che come unica cosa producono NIENTE ed un inutile casino come la giurisprudenza delle sentenze…ma poi qualcuno dovrebbe assumersi delle responsabilità e metterci la faccia.

Certo è che nei fatti, nella realtà attuale di tutti i giorni, se vogliamo essere pragmatici, anche in questo momento c’è qualcuno che sta utilizzando un collare elettronico da addestramento su di un cane…come però? Bene? Male? Sta facendo dei danni? Sta “salvando” la vita ad un cane che rischia di finire sotto una macchina o di essere soppresso? Sta cercando una scorciatoia addestrativa ad alto rischio?

Chi lo sa?

L’utilizzatore come ha imparato ad usare questo strumento? Andando a “bottega” da qualcuno che lo “utilizza solo un po” ma di nascosto? O perché ha letto il manuale delle istruzioni?O ha visto qualche tutorial su YouTube? Oppure lo usa dopo il NO al posto delle famose “bastonate” risparmiate e convertite in stimoli elettrostatici? 

Questo utilizzatore conosce un minimo di psicologia canina? Ha davvero insegnato ciò che vuole al cane prima di “correggerlo con il collare? Ha seguito un piano di addestramento corretto, o perchè il cane gli risponde in giardino si ed in campagna no, ha bisogno di questo strumento? Ha mai indossato il collare al posto del suo cane e dato il telecomando a qualcun’altro (a me ad esempio)? 

Ne avrei ancora mille da dire, ma forse, per come stanno le cose ad oggi, per tutelare i nostri amici cani sarebbe meglio obbligare chi acquista questi strumenti ad avere un patentino che ne certifica l’utilizzo secondo dei canoni ben precisi, come avviene ad esempio in Olanda?

Le mie sono solo domande, credo lecite e credo di molti, ma non sta a me decidere.

In the MK 7 MMS, dolphins are trained to detect and/or mark the location of mines sitting on the ocean bottom or buried in sediment.

Sembra che non centri nulla, ma a mio avviso centra molto e ne parlerò in un altro articolo. Per la cronaca dagli anni ’60 delfini e leoni marini della US NAVY operano in mare aperto, per azioni di sminamento senza alcun strumento di controllo che applichi loro stimolazioni avversive di alcun tipo.

 

Questi animali valgono milioni di dollari per il Governo e sono assolutamente liberi di scegliere se collaborare o meno con i loro addestratori (e collaborano senza ombra di dubbio), perchè volendo…ciao ciao…se ne potrebbero andare…

Massima efficienza addestrativa e niente scossettine…ma questa è un’altra storia!

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