Collare elettronico e cassazione: classica dissonanza tra teoria e realtà italiana

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La sentenza n.50491/2016 depositata in cassazione il 29 novembre scorso ricorda che il proprietario che fa indossare al suo cane un collare elettronico munito di elettrodi per somministrare scariche elettrostatiche, commette reato di maltrattamento.

Il divieto di utilizzo di tale strumento, era già contenuto nelle norme regionali sul benessere animale (credo in tutte le regioni di Italia, nella mia e in alcune altre sono sicuro, ma non conosco il regolamento di tutte le restanti). Una precedente sentenza della cassazione la n.21932/2016 aveva sancito che l’impiego dello strumento se non ne era dimostrato l’abuso, non costituiva maltrattamento ed in quel caso specifico il proprietario era stato sanzionato per abbandono di animale.

Non entrerò assolutamente in merito alla questione giuridica, (non sono un giurista ma un professionista della cinofilia) e mi aspetto a breve un nuovo ricorso da parte delle società che li costruiscono e li commercializzano. Ciò che mi lascia il solito amaro in bocca come in molte altre vicende giudiziarie del nostro paese, è il reiterato non voler vedere “le realtà” in cui certe vicende avvengono.

Premesso che allo stato attuale un privato qualsiasi può acquistare legalmente questo strumento ed usarlo, fuori di sguardi indiscreti in piena autonomia senza alcun problema, ciò che mi desta più perplessità sono gli ambiti addestrativi agonistici in cui questi strumenti sono evidentemente utilizzati in fase addestrativa, e di questo fenomeno stento a credere non siano a conoscenza i giudici ufficiali di tali prove che poi decretano i “campioni”.

Allo stato attuale è possibile addestrare fuori da questo paese utilizzando questi strumenti con tutta tranquillità (perchè chi li usa qui è tranquillo durante le sessioni addestrative come un topo d’appartamento che si aspetta il rientro dei proprietari di casa), e poi presentarsi in prova con un cane evidentemente preparato con questo strumento e farne un campione. Di li a poco ecco che si produce un trend sia addestrativo (tutti dovranno allinearsi a quello standard performativo), che allevatorio (quel cane “fatto” in quel modo diverrà lo stallone di punta di una determinata razza).

In alcuni stati europei è possibile usare legalmente il collare elettronico da addestramento solo se si è in possesso di un determinato patentino, in altri stati è illegale come nel nostro paese, ma viene impiegato di nascosto.

Personalmente ritengo l’impiego di questo strumento in ambito cinofilo come una sconfitta allevatoria, addestrativa ed etica, frutto unicamente della dilagante cultura della sanzione, della punizione e della paura, evidentemente inefficaci con ogni specie vivente, non solo quelle animali.

Ormai pervasi dal desiderio illusorio del tutto e subito, spesso il collare elettronico viene considerato erroneamente come una scorciatoia addestrativa, ma in realtà sul piano operativo i suoi effetti collaterali sono maggiori di quelli benefici ed è per questo che, a chi deciderà di usarlo, a suo rischio e pericolo, suggerisco di stare bene attento perchè potrebbe rovinare per sempre le potenzialità del suo fedele amico a quattro zampe.

Spesso in ambito venatorio molti addestratori e conduttori mi chiedono:

“Ma come faccio a non far correre il mio cane dietro i caprioli senza l’uso del collare?”

Risposta:

Se al cane non abbiamo insegnato a fermarsi nell’inseguimento di una semplice pallina da tennis, come possiamo pretendere che cessi l’inseguimento di un ungulato!?!?!

Suggerisco, addestrativamente parlando, di non perdere mai di vista cinque punti fondamentali che ci permetteranno di ottenere ottimi risultati senza l’impiego di questo strumento e lavorando sulle motivazioni interne del nostro cane:

  1. Costruire i pre-requisiti
  2. Graduale progressione
  3. Allenamento costante
  4. Il giusto tempo
  5. Pazienza

E ricordate: l’addestramento deve produrre sensazioni piacevoli sia in voi che nel vostro cane, che non è un vostro nemico, ma il vostro miglior compagno di squadra!

Buon lavoro!

Davide Marinelli

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