Anche buona parte dell’Italia CINOFILA è malata di mente, ma ho fiducia nel futuro!

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Vittorino Andreoli

Proprio ieri mi è ricapitata sottomano una vecchia intervista dell’ Huffington Post a Vittorino Andreoli, noto psichiatra italiano che definisce il nostro Paese “un malato di mente”.

Potete trovate l’intervista a questo link: http://www.huffingtonpost.it/2013/08/06/vittorino-andreoli-intervista-italia-malato-psichiatrico_n_3712591.html

Mi occupo professionalmente di cinofilia da 16 anni e credo che l’analisi fatta da Andreoli calzi a pennello anche per quello che è il settore in cui lavoro.

Nella sua analisi lo psichiatra trova 4 sintomi che affliggono il nostro Paese malato. Io invece nella mia analisi ho trovato la perdita di 4 caratteristiche che dovrebbero appartenere ad una sana cinofilia e sono: buon senso, umiltà, pragmatica ed etica.

I sintomi della perdita di queste 4 importanti caratteristiche sono divenuti purtroppo, una carenza strutturale che vivo quotidianamente in maniera riflessa, poiché appartengono al vissuto esperienziale sia dei clienti che dopo vari pellegrinaggi mi chiedono delle consulenze, che dei giovani colleghi che hanno il desidero di portare avanti la loro formazione.

L’elenco delle esperienze vissute di riflesso sarebbe lungo e noioso ma è d’obbligo accennarne alcune per capire l’entità della “malattia”.

Possiamo andare da chi ha ricevuto il suggerimento di usare come collare un cappio scorrevole fatto con il filo del tagliaerba, a chi invece con un cane di 70kg pericolosamente ingestibile in presenza di altri cani e persone hanno detto di usare la pettorina che così comunica meglio.

Abbiamo cani che devono vivere in privazione totale per 22 ore al giorno in un kennel, a cani che non hanno mai conosciuto alcuna forma di limitazione su alcun comportamento, perché altrimenti avremmo influenzato negativamente l’identità animale.

Per poi passare a cani che non hanno un minimo di richiamo, neanche in presenza di una farfalla, e si vorrebbero poi controllare quando sono in fuga dietro un capriolo, tanto c’è l’elettronica che ci pensa no?

In ultimo, camminare al fianco del proprietario con il guinzaglio morbido è divenuto un comportamento per cui il cane potrebbe denunciarvi per limitazione del benessere animale, quindi occhio!

Scherzi a parte sono fiducioso per il futuro, per due motivi, il primo è perché credo che ormai per certe cose abbiamo raggiunto il fondo, possiamo solo risalire la china e la ciclicità degli eventi fa parte della storia fortunatamente. Dall’altra parte ho modo di incontrare di frequente ai miei seminari giovani colleghi desiderosi di imparare e che vogliono ragionare con la loro testa, stufi di farsi infinocchiare con teorie strampalate e fumose e che sentono invece l’esigenza di vivere con concretezza e rispetto il mondo del cane!

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